Descrizione
Era visibilmente emozionato Roberto De Zerbi, tornato a Foggia a distanza di quasi 9 anni da quel 14 agosto 2016 quando terminò a sorpresa la sua brillante esperienza sulla panchina della squadra rossonera, la promozione in serie B sfiorata nella finale play off persa con il Pisa in una doppia sfida carica di rimpianti. Ma quel legame iniziato già come calciatore all’alba del nuovo millennio non si è mai reciso, e non è mai mancata l’occasione per il Mister nato a Brescia per ricordare ovunque il suo legame con una città che ha imparato a conoscere, capire ed amare, nelle varie tappe della sua carriera in Italia e all’estero. Anche e soprattutto in occasione della tragedia più grande vissuta dall’intera comunità in questi ultimi anni, la morte dei giovanissimi tifosi Samuel Del Grande, Michele Biccari e Gaetano Gentile prima, Samuele Bruno poi, nel terribile incidente stradale a Potenza: le corone di fiori fatte recapitare alla camera ardente allestita presso il palazzetto dello sport e le parole sofferte loro dedicate in apertura della conferenza stampa alla vigilia dell’incontro tra l’Olympique Marsiglia e il Montpellier, sono state una carezza per tanti visi solcati dalle lacrime.
Per questo la richiesta del conferimento della cittadinanza onoraria al tecnico campione nello sport e nella vita anche oltre i risultati lusinghieri ottenuti sul campo, partita dal presidente Italo Pontone e dalla commissione sport arrivata in consiglio comunale l’8 gennaio scorso, ha trovato una corsia libera senza ostacoli di sorta. E questa mattina De Zerbi ha ritrovato a Palazzo di Città tanti amici ed ammiratori, suoi ex calciatori, tifosi, oltre agli amministratori (assessori e consiglieri) schierati per la cerimonia nella Sala del Consiglio comunale. Aperta dalla presidente Lia Azzarone, poi proseguita dallo stesso Pontone, dalla sindaca Maria Aida Episcopo (che ha ricordato le giovani vittime, il momento più toccante), dall’assessore allo Sport Domenico Di Molfetta prima che il diretto interessato, vestito di scuro con cravatta stretta, ribadisse il suo “amore per questa città così bistrattata e la sua gente” e che “questo riconoscimento vale più di qualsiasi trofeo, perché è attribuito alla persona. Uno può guardare avanti fino a quanto vuole, però per guardare avanti devi ricordarti cosa c’era dietro, e dietro di me c’è stato tanto Foggia”.
Roberto De Zerbi, nato a Brescia ma con “Foggia nel cuore”. Da oggi, ancora di più.
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Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2025, 16:22